L'atteggiamento istituzionale a fronte delle denunce è quello dell'indifferenza tale da trasformarsi in sfida tra uomini che rappresentano lo stato e cittadini. La ciclabile Alenia, citata in questa lettera della signora Patrizia, ne è la prova inconfutabile.
Pericolosa per evidenti anomalie tecniche che non ne permettono un normale utilizzo da parte dei cittadini, rimane comunque aperta. Perchè?
Anche noi possiamo pensare che chiunque utilizzerà questo tratto di ciclabile lo farà con precauzioni proprie in difesa della loro stessa incolumità, ma se succedesse qualcosa di grave dopo tutte queste segnalazioni?
Non è neanche questo il punto che vogliamo focalizzare, ciò che ci indigna è l'ATTEGGIAMENTO PERPETUO dell'istituzione comunale che attraverso i suoi funzionari, gli organi di controllo e gli uomini politici, permettono che questa sia in netta violazione dei più basilari principi di sicurezza e normative di legge vigenti.
Un comportamento diseducativo perpetrato proprio da coloro che in un paese civile dovrebbero dare il buon esempio. Ma forse l'esempio che questi voglio dare è un'altro. Quale?
La nostra teoria è che questi signori vogliano volutamente ostentare i loro poteri al di sopra delle regole. E' paradossale, ce ne rendiamo conto, ma è altrettanto evidente che se il Comandante dei Vigili Giammario Zinno, il funzionario che deve fare il collaudo della ciclabile prima che questa venga aperta al pubblico e il Sindaco Enrico Cozzi garante ultimo per la sicurezza e intermediazione tra cittadini e l'istituzione, si accordano uniti contro i cittadini, i cittadini anche a fronte delle ingiustizie più gravi dovranno cedere e soccombere.
E' paradossale ma funziona? Certo che sì! Se ci guardassimo intorno e valutassimo tutte le istanze dei cittadini, tutte le segnalazioni inviate agli uffici comunali, ai Vigili ed al Sindaco potremmo facilmente constatare che questa teoria assurda è stata attivata per la ciclabile Alenia, molteplici strade, istituti scolastici, abusi di ogni genere pubblici e privati.
L'ultima nostra considerazione finale è un altro paradosso: siamo in tanti, in netto vantaggio numerico, siamo coloro che portano in capo l'onere e l'onore della sovranità del popolo; loro sono i nostri servitori, coloro che offrono e garantiscono servizi e rispetto delle leggi. Pertanto, non sarebbe più logico pensare che questi servitori dello stato, riconoscano in tempo l'errore di valutazione nel sfidare i pacifici cittadini?
Non sarebbe più corretto che questi prendano consapevolezza dei rischi che corrono sfidando il gigante buono?










